Paper clay” o argilla e carta è una tecnica che ha radici molto antiche, risalenti ai metodi utilizzati dai nostri antenati per creare intonaci e rivestimenti per le abitazioni. Mescolavano argilla con materiali naturali come erba secca, paglia o fibre vegetali per rendere l’impasto più resistente e durevole. Questo processo migliorava anche la plasticità dell’argilla e ne aumentava la capacità di adesione alle superfici, rendendolo ideale per le costruzioni. L’impasto attuale della paper clay moderno, segue lo stesso principio: l’aggiunta di fibre di carta o cellulosa all’argilla non solo la rende più leggera, ma ne migliora la struttura, prevenendo le crepe durante l’essiccazione e aumentando la flessibilità. Questa pratica si collega alle tradizioni artigianali di molte culture, che sfruttavano ciò che avevano a disposizione nella natura per creare oggetti funzionali e durevoli. Anche se oggi la paper clay viene utilizzata soprattutto nell’arte e nel design, le sue radici affondano profondamente nel passato umano, dimostrando come le tecniche moderne spesso derivino da antiche sapienze. Dal mio primo articolo che parlava di paper clay, nell’anno 2009, di tempo ne è passato. La ricetta è sempre la medesima, 70% di argilla e 30% di carta, ma con il tempo mi sono convinto che più che una ricetta da seguire alla lettera, bisogna sperimentare perchè le percentuali possono variare in base all’impasto ma soprattutto al manufatto che si vuole ottenere.

Nel corso affronteremo le seguenti tecniche:

colaggio in stampi di gesso e di cartone quest’ultimo realizzato in loco, foggiatura a lastra a durezza cuoio con le mascherine, foggiatura a lastra allo stato secco, filigrana con dispencer in stampo, ciotola a lastra con inserti, colorazione della paper clay, preparazione della paper clay a porcellana o gres per alta temperatura, preparazione di impasti alternativi di paper clay mescolando frumento, riso, crusca e altri materiali organici.